Cibo per il suolo Agroscope, Brigitte Dorn

News #2 - Cibo per il suolo

Uno degli obiettivi del progetto «Il test mutande» è quello di fare opera di sensibilizzazione sulla salute del suolo. Ecco perché ci teniamo a spiegarvi un paio di misure molto efficaci.

Uno degli aspetti più importanti è che nel suolo trovino cibo a sufficienza gli organismi che lo abitano, i miliardi di funghi, batteri, collemboli, isopodi, acari, lombrichi e nematodi che popolano ogni metro cubo. Più mangiano, meglio stanno, meglio possono svolgere le loro funzioni e dunque più sano è il suolo.
Una delle misure più semplici per i giardini privati è quella di lasciare sul prato le foglie che cadono in autunno. Noterete che come per magia scompariranno. I maghi, naturalmente, sono i lombrichi. Escono dai loro cunicoli di notte, agguantano le foglie e le trascinano in profondità per nutrirsene. Le foglie che i lombrichi non riescono ad afferrare vengono decomposte da funghi, collemboli o isopodi in superficie o comunque sminuzzate a tal punto da servire a sfamare un intero esercito di altri organismi. Ciò che resta sono i loro escrementi – i pedologi lo chiamano «humus».
Anche il pacciame può essere fonte di nutrimento per gli organismi del suolo. Si può trattare, per esempio, di letame marcio, canne o pula degli scarti di legno. Da sotto terra, gli organismi del suolo risalgono fino allo strato di pacciame, lo mangiano e a loro volta producono il tanto prezioso humus.

Il pacciame ha il vantaggio di proteggere il terreno anche dall’erosione dell’acqua e del vento. L’erosione colpisce soprattutto i grandi campi che risultano in qualche modo inclinati a causa della loro vasta superficie.
Oltre alla penuria di cibo, un altro grave pericolo minaccia gli organismi del suolo. Sono le innumerevoli sostanze che noi esseri umani spandiamo sul suolo per far crescere il nostro grano o le nostre verdure. Una di queste sostanze è il concime artificiale. Pur essendo un portento per la crescita delle piante, danneggia gli organismi del suolo, soprattutto se utilizzato in grandi quantità. Per esempio, i funghi micorrizici, che sono preziosi per le piante, stentano a crescere. Utilizzando il concime con parsimonia, si riesce a proteggere buona parte degli organismi del suolo e le piante trovano comunque nutrimento.
Altre sostanze estranee significative nei nostri terreni sono i pesticidi: possono rimanere nel suolo per decenni e inquinare la biodiversità. È meglio ridurli al massimo. Per riuscirci si può aumentare la diversità delle piante intorno alle aiuole e ai campi nei giardini, ma anche nei terreni a uso agricolo. I predatori naturali dei parassiti delle piante riescono così a trovarvi un habitat.